Aimery
(13 anni, 14 tra qualche settimana) - cercaselva, nomade, compagnia di soldati di ventura.
BACKGROUND: nomade.
ASPIRAZIONE: Trovare qualcuno che non voglia mandarmi via o… imparare a non avere bisogno di nessun altro.
Storia
AIMERY nasce in una città su un crocevia a Orvielles. Un punto di passaggio sovraffollato da mercanti, viaggiatori, reduci e contadini in cerca di un diverso impiego da quando è scesa l’Oscurità. Per la precisione dalla frequentazione di suo padre, il soldato di ventura GILLIAT, di uno dei bordelli della città durante alcuni giorni di riposo e di sosta della sua compagnia mercenaria.
La madre MELISENDE si accorge di essere incinta quando Gilliat è ormai lontano. I primi 5 anni della sua vita li passa dunque tra le nel complesso quasi amorevoli cure delle ragazze del bordello e tra le infastidite occhiate della proprietaria dello stesso. Qui impara a non farsi vedere troppo, per non allontanare i clienti. Ha poca libertà di andarsene in giro, perché la madre ben conosce i pericoli di questa città caotica e lo costringe a rimanere dentro i confini della proprietà, tranne quando lei ha la possibilità di girare per la città assieme a lui.
Il doversi sempre nascondere e il non sentirsi troppo al sicuro per le strade, fanno sì che il piccolo non si senta troppo a suo agio in mezzo alla gente di questa caotica cittadina.
Prima del sesto compleanno di Aimery però la compagnia del padre torna di nuovo in città e Gilliat trova una sorpresa inaspettata quando si presenta alla casa di piacere. Dopo aver digerito la notizia e non potendo notare che il bambino crescendo gli assomiglia anche troppo e consapevole delle difficoltà della madre si offre di portarlo via con sé e di provvedere a lui. Melisende anche se a malincuore accetta. Nonostante il mestiere del padre avrà più possibilità di essere libero e di costruirsi una vita, che non qui dove tutti sanno di chi é figlio.
Anche se ha cercato di non darlo a vedere al figlio è evidente che per Melisende la vita è diventata anche più complessa da quando è nato Aimery, le difficoltà iniziavano a segnarla e qualche volta lui aveva origliato mentre le altre donne del posto dicevano che lui era “un peso per la madre”. Alla notizia che “partirà con il padre” si sente tradito dalla madre, che dal suo punto di vista si libera di questo “fardello” lasciandolo con uno sconosciuto che lui non ha mai visto prima.
Il rapporto col padre, che lui continuerà a chiamare solo per nome: Gilliat rimarrà complesso. Gilliat in realtà sembra affezionarsi in fretta al figlio, ma non è molto bravo con le parole. È sempre stato solo un soldato e non è proprio abituato ad avere intorno giovani che non fossero già reclute per la compagnia. Il suo modo di dimostrargli affetto è più che altro insegnare al figlio ciò che sa per sopravvivere e visto che la sua vita futura sarà nelle compagnia… cercare almeno di fargli assegnare ruoli non troppo rischiosi, (anche se è difficile trovarne tra i soldati di ventura).
Così Aimery impara soprattutto a fare lo scout cercando i passaggi e le strade migliori e a reperire risorse per la compagnia, erbe, legna, frutta e bacche. La cosa gli va bene. Se già non amava la folla, crescendo scopre di apprezzare sempre di più il potersi isolare nella natura, esplorare i territori da solo, piuttosto che stare al campo. Cosa che gli permette di tenere anche le distanze dal padre, di cui percepisce l’affetto, ma con cui non riesce a relazionarsi. E poi questo diviene impossibile. GIlliat durante un assalto perde la vita. È così che muoiono molti mercenari, ma… Aimery si sente molto triste, più di quanto si sarebbe aspettato. Non è come con gli altri che conosceva. Questa morte è diversa e cambia qualcosa dentro di lui.
Ora che è un ragazzo “grande” deve anche combattere assieme agli altri oltre ai suoi soliti compiti. È normale probabilmente. Anche se… Negli ultimi tempi la gente lo guarda in modo diverso. Da quando l’hanno visto fare quelle cose. Alcuni gli sono grati, ma altri gli stanno lontano da allora. Qualcuno dice che “quelli come lui dovremmo metterli in prima linea”. Qualcuno lo cerca perché una volta ha fatto maturare della frutta e della verdura, quando non c’era più cibo anche se la stagione era ormai passata. Peccato che non sempre riesca a fare quello che vuole. O forse ha solo paura di provarci… almeno quando non è da solo.
Sa che c’è un altro “come lui” nella Compagnia. Lo sa da prima degli altri in realtà. Anche se prima che gli altri lo notassero non gli sembrava davvero come lui. La gente li tratta come fossero la stessa cosa, come se tutte le “stirpi vili” siano la stessa cosa. È strano pensarlo, ma forse è così? Forse siamo davvero un solo popolo.
Poi un giorno venne quello strano soldato… e Aimery lasciò anche la compagnia, assieme a quello “uguale a lui”. Il capitano sembrava dispiaciuto, ma chissà se era sincero. In fondo la gente sembra sempre felice di liberarsi di lui. Forse è meglio così. Non avere legami che possano ferirti.
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