Eidren
Storia in breve
Eidren ha 17 anni ed è nato in un quartiere costruito sopra vecchie rovine, dove suo padre, mastro
muratore, lavorava al restauro degli edifici instabili e sua madre, studiosa di antiche scritture, si
dedicava alla ricerca di ciò che era stato trovato sopra le pareti degli edifici.
Eidren non vide mai quelle pareti; quando aveva dodici anni, un crollo improvviso portò via
compagni, vicini… sua madre.
Lasciò suo padre infermo e incapace di continuare il suo lavoro.
Fu allora che il suo Retaggio Oscuro si svegliò: la capacità di percepire le linee di faglia delle cose,
i punti in cui il mondo, o le persone, sono destinate a spezzarsi.
Per Eidren non è un “potere”, è un fenomeno naturale: il modo in cui il mondo gli parla.
Ne è diventato un osservatore lucido e silenzioso. Non lo rifiuta, ma ne riconosce il peso. Sa che
vedere le crepe porta inevitabilmente a sentirne il dolore.
Suo padre non lo odia, ma da quando la Lex Umbrae è entrata in vigore, vive nel terrore.
Sa che Eidren ha qualcosa dentro. Sa che dovrebbero consegnarlo ai Guardiani del Crepuscolo o
rischiare di morire con lui.
Così ogni gesto è diventato cautela, ogni parola misurata. Lo protegge, ma come si protegge una
bomba che non si vuole far esplodere.
Eidren, per non ferirlo, è diventato sempre più distante: dorme altrove, evita di guardare troppo a
lungo le persone, come se temesse che il solo contatto potesse metterle in peridolo.
Porta sempre con lui un bracciale di cuoi con legata una scheggia di pietra nera di uno degli edifici
crollati e se la rigira di tanto in tanto sulla base del palmo della mano destra quando pensa o è
nervoso.
La sua visione della Lex Umbrae
Eidren non odia l’editto dell’Imperatrice. Ne capisce la logica: la paura cerca sempre un modo legale per giustificarsi. Per lui la Lex Umbrae è una legge “funzionante”, ma profondamente cieca. Accetta che la legge esista, ma rifiuta di farsi definire da essa Eidren non sogna gloria, potere o vendetta. Le sue ambizioni sono piccole, ma precise, come chi misura il mondo un palmo alla volta. Sopravvivere senza sacrificare gli altri. Vuole esistere senza causare crolli — né nella sua famiglia, né negli sconosciuti. Sa che il suo potere porta caos, ma tenta con tutte le forze di usarlo come un argine per impedire crepe nei destini di chi lo circonda. Comprendere il meccanismo dietro il destino. Non vuole cambiarlo, vuole capirlo. Ha l’impressione che ciò che vede non sia un dono casuale. Cerca un ordine. Un disegno. Eidren è un ragazzo che non vede il destino come una profezia, ma come una struttura: fragile, pericolosa, inevitabile. Accetta che la sua esistenza sia parte del meccanismo, ma chissà dove porterà la comprensione dei destini altrui… e del proprio.
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