Vileborn - Apocrypha

Judeau

Non ha mai conosciuto i suoi genitori, ma è stato allevato da una prostituta al seguito della truppa mercenaria di capitan Durlindane. Si è quindi dovuto abituare fin da piccolo a cavarsela da solo, fino a che all’età di 10 anni, alla morte della madre adottiva, è stato venduto ad uno dei clienti della donna che vantava un credito nei confronti del bordello.

L’uomo, Gutfield, lo ha sempre considerato come poco più di uno strumento, affidandogli lavori gravosi e portandoselo dietro in battaglia. L’unica cosa buona è che a cominciato a imparare a combattere ed a cavarsela nelle situazioni complicate.

Fino a che un giorno è rimasto intrappolato con la pattuglia di Gutfield nella corte interna di un castello che stavano assaltando, bloccati in un ambiente chiuso che vedeva come unica via di fuga un solido cancello a sbarre acuminate. Mentre gli arcieri prendevano posizione ed incoccavano, Gutfield gli rivolse le sue ultime parole “Ragazzo, morirai qui, una degna conclusione per una vita inutile come la tua”

Judeau decise che non sarebbe morto con lui e si scagliò con tutta la sua forza a occhi chiusi contro il cancello, convinto di morire trafitto. Quando li riaprì, scoprì con sorpresa di essere al di là del cancello, e si girò giusto in tempo per vedere la pattuglia trafitta dalle frecce e Gutfield che lo guardava con odio prima di accasciarsi al suolo.

Tornato al campo, rinegoziò il suo status con capitan Durlindane: finalmente era libero, ma lo sguardo di odio di Gutfield non ha mai cessato di accompagnarlo, generandogli una certa avversione per i suoi stessi “poteri” ed una difficoltà a stringere legami profondi con altre persone.

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