La Notte delle Ombre
Il primo giorno di lezioni all'Accademia di Mont Aurèlie si rivela più impegnativo del previsto per i giovani Stirpevile.
Dopo la colazione, i sei aspiranti custodi si dirigono verso l'aula di Verità, dove li attende la luminare Aranée. L'ambiente li sorprende: invece di una tradizionale aula, trovano un salotto accogliente con divanetti, tavolini e una selezione di tè e biscotti.
Aranée, una donna alta e severa ma elegante, spiega loro l'importanza di saper gestire la verità e i segreti. "Qui impareremo a capire cos'è la verità e come gestirla", annuncia. La lezione si svolge in un'atmosfera quasi intima, con la luminare che propone uno scambio: un segreto per un segreto. Nerissa, con le sue doti empatiche, percepisce che Aranée nasconde qualcosa, ma non riesce a definire se sia buona o cattiva.
La lezione di Alchimia con Noëlle si rivela decisamente più movimentata. L'aula-laboratorio, piena di alambicchi e ampolle, diventa teatro di un esperimento pratico quando alcuni studenti iniziano a mostrare sintomi di avvelenamento. Judeau, sempre attento, nota per primo che qualcosa non va. Il gruppo si mobilita immediatamente: Aimery analizza i propri sintomi con precisione, mentre Céleste e Nerissa raccolgono gli ingredienti per preparare un antidoto.
Noëlle osserva con interesse mentre i giovani lavorano freneticamente per salvare i compagni avvelenati. "Era il modo più semplice per farvi capire quanto è importante l'alchimia", rivela alla fine, spiegando che i biscotti della lezione precedente contenevano il veleno. La lezione si conclude con un monito: l'alchimia può condannare o salvare la vita.
Il giorno seguente porta la temuta lezione di Lame con Maël, un anziano custode duro come un chiodo. L'allenamento è spietato: ogni errore viene punito con una bastonata, ogni rallentamento costa dolore. Nonostante la severità, i più attenti capiscono che Maël modula la sua durezza in base alle capacità di ciascuno, essendo più esigente con Eidren e Aimery.
La lezione di Oscurità con il luminare Lenoir introduce i giovani al De Rerum Obscura, il trattato che classifica le creature dell'oscurità. Lenoir, un uomo cicciotto con basettoni, spiega le differenze tra le varie famiglie di oscuri: caduti, fatati, ferali, ombre, silvani, stregati e vampiri. Quando Aimery chiede se uno Stirpevile possa diventare una manifestazione dell'oscurità, Lenoir risponde che gli studi non l'hanno ancora dimostrato, ma le differenze esistono - come quella tra un cantasangue e un vampiro.
Il momento più intenso arriva con la notte di veglia nelle cripte. Frère Damien, un anziano custode quasi cieco, li guida nei sotterranei della cattedrale per onorare i custodi caduti. Le reclute dovranno trascorrere la notte nella cripta contemplando la solennità dell'ordine e onorandone i caduti. L'atmosfera cambia quando Nerissa esplora il suo retaggio, entrando in contatto con gli spiriti dei custodi morti, mentre Céleste tenta di comunicare con le ombre presenti nelle cripte.
Il medaglione di Damien si anima improvvisamente, liberando tentacoli di oscurità. Il vecchio custode urla il nome di Gabriel mentre le ombre lo avvolgono. Il gruppo reagisce con determinazione: Céleste cerca di respingere le ombre, Eidren usa il suo dono per distrarre Damien con piccoli incidenti, Nerissa lo calma con la sua empatia, e Judeau crea l'illusione della presenza del Gran Maestro per tranquillizzarlo.
La loro azione coordinata rivela una visione del passato: un giovane Damien che discute con un altro custode di nome Gabriel, il quale crede che i Vileborn siano un portento, non una maledizione. Gabriel dona a Damien il medaglione maledetto e nasconde una lettera in un ossario.
La lettera di Gabriel rivela verità sconvolgenti: i Vileborn non sono parte del problema, ma della soluzione. Gabriel aveva investigato un culto eretico che venerava il "Cuore di Aurélie", una reliquia misteriosa collegata all'arrivo dell'Oscurità. "Non c'è nulla di sbagliato in voi", scrive, "la vostra esistenza è la risposta a una domanda che nessuno ha ancora trovato il coraggio di porre".
Se avete trovato questa lettera, allora siete coloro che stavo aspettando. Avete superato un pericolo inatteso e, se ho fatto bene i miei calcoli, siete dei Vileborn. So di avervi messi nella merda, vedrò di farmi perdonare. Tempo fa mi è stato chiesto di mettere a tacere un culto eretico che venerava una misteriosa reliquia chiamata “Cuore di Aurélie”. All’inizio non ho dato peso alle loro parole, ma quando l’Oscurità è arrivata, ho capito che nelle loro credenze c’era un fondo di verità: l’Ordine non mi ha voluto ascoltare, ma so che il Cuore è importante… e so anche questo: non c’è nulla di sbagliato in voi, nulla di sacrilego nella vostra natura. Non siete parte del problema, ma della soluzione, così come il Cuore stesso. La vostra esistenza è la risposta a una domanda che nessuno, tranne me, ha ancora trovato il coraggio di porre. Non posso dirvi altro attraverso questa lettera, anche se vorrei: non sono il solo a cercare risposte e, purtroppo, non sto parlando di altri Custodi disertori intenzionati a salvare il mondo. Ho lasciato altri indizi a Mont Aurélie, solo voi sarete in grado di riconoscerli. Trovateli, se volete scoprire la verità. Pensate con la vostra testa, non lasciate che siano gli altri a decidere chi siete.
– Gabriel
Quando Igritte li trova all'uscita dalle cripte, rimane stupita che siano riusciti a sopravvivere all'incontro con le ombre. "Ho visto ombre ridurre custodi con grande esperienza a degli stracci bagnati", commenta, riconoscendo che forse le scelte dell'Ordine sui Vileborn erano giuste.
La menzione di Gabriel da parte di Damien non passa inosservata. Igritte rivela che era "un dannato genio, ma anche un dannato enigma", un custode di cui non ha mai capito da che parte stesse. Ora i giovani Stirpevile sanno di dover cercare altri indizi lasciati da questo misterioso custode, indizi che solo loro saranno in grado di riconoscere.
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