L'Ombra delle Radici
La lezione di Lenoir si trasforma in un momento di cruda verità quando il professore fa portare nell'aula un caduto incatenato. Il custode morto, legato al tavolo da dissezione con catene robuste, si agita rabbiosamente mentre Lenoir spiega come il salnitro costringa gli spiriti al piano materiale. Accanto al cadavere, alcuni oggetti attendono di essere esaminati: un rosario spezzato, un gufo in gabbia, un cucchiaio ossidato e un pettine d'osso.
Nerissa, profondamente turbata dalla situazione, utilizza i suoi poteri per comunicare con lo spirito. Le sue fasce iniziano a svolazzare mentre entra in contatto con il custode morto, scoprendo che il suo vincolo terreno è l'impossibilità di abbandonare Hugo, il suo fedele gufo. Il caduto non può proseguire il viaggio verso le stelle finché il suo amico animale rimane solo.
Mentre la classe osserva con una mescolanza di paura e fascino, Judeau si avvicina cautamente alla gabbia e riesce a conquistare la fiducia del gufo. Nel momento in cui tocca l'animale, tutti i presenti vengono investiti da una visione vivida: vedono il custode cavalcare nella foresta fino a quando un cervo gli taglia la strada, causando la caduta fatale dal precipizio che ha portato alla sua morte.
Nerissa, determinata a risolvere la situazione pacificamente, utilizza il suo retaggio oscuro per mettere in comunicazione lo spirito del custode con il gufo. Le sue mani sembrano allungarsi nella nebbia, toccando entrambi gli esseri. Attraverso di lei, Jean dice addio a Hugo, liberandolo dal vincolo che li teneva legati. Il gufo si solleva in volo ed esce dalla finestra, mentre il corpo del custode cade finalmente inerte. L'esperienza lascia Nerissa emotivamente devastata, con le lacrime che rigano il suo volto.
Céleste, indignata per quello che considera un esperimento crudele, affronta Lenoir, ma il luminare difende i suoi metodi sostenendo che ogni conquista del sapere ha un costo e che domani quella conoscenza potrebbe salvare delle vite.
Indagini e Rivelazioni
Nei giorni seguenti, il gruppo prosegue le proprie ricerche su Gabriel. Eidren si reca da Lenoir per ottenere informazioni più approfondite sul libro De Rerum Obscuris e sul ruolo di Gabriel nella sua stesura. Lenoir rivela che Gabriel ha fornito importanti informazioni dalle sue missioni sul campo, ma che la catalogazione e classificazione sono opera sua. Quando Eidren cerca di scoprire quali Oscuri Gabriel abbia portato a Mont Aurélie, Lenoir si mostra evasivo, sostenendo che certe informazioni sono riservate ai custodi.
Nerissa cerca conforto in Igritte, raccontandole l'esperienza traumatica della lezione. Igritte conferma che senza il loro intervento, la situazione sarebbe finita in violenza, come sempre accade quando i custodi affrontano l'oscurità. Quando Nerissa chiede informazioni su possibili amici di Gabriel, Igritte suggerisce Noëlle, descrivendola come una persona stravagante e intelligente, simile a Yvette nel carattere, ma diversa nell'approccio alle regole.
Durante una lezione di Noëlle sui congegni incendiari, il gruppo approfitta dell'occasione per interrogarla su Gabriel. La professoressa reagisce al nome arrossendo in modo evidente e confermando i sospetti sui loro sentimenti reciproci. Noëlle descrive Gabriel come una persona affascinante, ma incline a combinare guai, poco disposta ai compromessi e all'autorità. Rivela che qualcosa è cambiato in lui dopo la missione sul cuore di Aurélie, come se avesse compreso una verità ignorata dal resto dell'ordine.
Appuntamento sulla Cupola
Prima della partenza per le miniere, Yvette lascia un biglietto misterioso nel dormitorio: un appuntamento all'imbrunire sulla cupola della Cattedrake di Mont Aurélie. Dopo una faticosa scalata, il gruppo raggiunge la cima dove li attende la luminare. Con il panorama mozzafiato dei monti circostanti come sfondo, la professoressa vuole chiedere al gruppo una prova particolarmente ardua, visto che sa delle loro ricerche sul Cuore di Aurélie e rimane piuttosto stupita di scoprire che i ragazzi sanno già che si tratta di una piuma bianca, contenuta in una cripta segreta.
Quando Eidren racconta della visione di Aimery, Yvette spiega che si tratta del Calamus Firmamenti, la piuma di corvo bianca conservata nella Cattedrale e ritenuta dai devoti essere stata usata per "scrivere" il Firmamento stesso. Nessuno ha il permesso di avvicinarla, ma Yvette, fedele alla sua filosofia di sfidare le regole dell'ordine, incoraggia i cadetti a prenderla con discrezione, promettendo la sua protezione, ma solo in caso di successo.
Nelle Profondità della Terra
Il giorno seguente, il gruppo parte per le miniere di Valnord, accompagnato da Bartholomé, un minatore dal torso nudo e l'aspetto selvaggio. Scendendo nelle profondità della terra attraverso cunicoli e montacarichi di legno, i cadetti scoprono un mondo sotterraneo dove il calore aumenta man mano che si allontanano dalla superficie.
Quando giungono in prossimità dei filoni di argentacciaio e ferrofreddo, Bartholomé li lascia procedere da soli secondo la tradizione. Ma mentre avanzano nel corridoio, Nerissa, Céleste ed Eidren notano che le travi di legno che sostengono il tunnel iniziano a tremare e trasformarsi, assumendo l'aspetto di radici nere che si muovono e si contorcono, mentre sassi iniziano a cadere dalla volta.
Le radici oscure avvolgono il corridoio, spezzando e piegando le strutture esistenti come se stessero stritolando il tunnel stesso. Il gruppo si trova di fronte a una minaccia sconosciuta, nelle profondità della terra, con solo le loro piccozze come armi. L'oscurità sembra aver trovato un nuovo modo per manifestarsi e i giovani cadetti dovranno affrontare questa sfida solo con le loro forze e i poteri che stanno ancora imparando a controllare.
🡐 Sessioni