Vileborn - Apocrypha

Il Sangue di Gabriel

Nelle profondità delle miniere di Valnord, l'oscurità si risveglia con una fame antica. Le travi che sostengono i tunnel vengono avvolte da radici spinose che si contorcono come serpenti e stringono la galleria in una morsa mortale. Aimery, Nerissa, Eidren, Judeau e Céleste si trovano intrappolati mentre la montagna stessa sembra volerli inghiottire.

Aimery sente il richiamo della terra violata e i suoi occhi si tingono di un verde brillante e innaturale. Le radici rispondono al suo tocco, riconoscendo in lui un figlio della natura, ma il prezzo da pagare è alto: la sua pulsione oscura si risveglia, sussurrandogli di distruggere l'opera dell'uomo. Mentre le venature rocciose si disegnano sul suo volto come cicatrici di pietra, riesce ad aprire un varco davanti al gruppo, ma dietro di loro il tunnel si chiude in una morsa di spine.

Eidren, percependo il pericolo attraverso il suo Oscuro Presagio, tenta disperatamente di riportare le radici alla loro forma originaria. Il suo potere sul tempo si manifesta con violenza, e mentre riesce a salvare i compagni dal crollo imminente, il contraccolpo lo lascia esausto e febbricitante. Nerissa, con la sua empatia naturale, cerca di riportare Aimery alla ragione, toccandogli le spalle e guardandolo negli occhi, mentre gli dice di tornare con loro.

Nel frattempo, a Mont Aurélie, Michel affronta le conseguenze della sua astuzia. Durante l'allenamento con Maël, ogni colpo subito sembra un promemoria della sua natura diversa. Al refettorio, Clémance e la sua cricca continuano a tormentarla con i loro "cra cra", ma Guillaume si avvicina con notizie inquietanti: i suoi ex-compagni stanno preparando una trappola per i suoi nuovi amici.

Nonostante l'avvertimento confuso e le informazioni frammentarie, Michel decide di volare verso le miniere per avvertire gli altri. Il suo arrivo al villaggio dei minatori coincide con il ritorno del gruppo, provato ma vivo, dalle profondità della miniera. La notizia dell'agguato pianificato da Clémance li costringe a cambiare strada per il ritorno, scegliendo sentieri secondari e più sicuri.

Durante il viaggio di ritorno, il gruppo si concede una pausa per riprendersi dalle fatiche. Aimery si gode la cavalcata, finalmente in un momento di pace relativa, mentre Eidren si riprende lentamente dalla febbre. La conversazione si fa più intima, e i legami tra i compagni si rafforzano attraverso le prove condivise.

Tornati a Mont Aurélie per l'ora di cena, trovano Clémance e i suoi seguaci nel refettorio, ma l'agguato è stato sventato. Judeau commenta ad alta voce quanto sia stata "gradevole" l'escursione, mentre il gruppo si prepara per la notte, ignaro di ciò che li attende.

Sul cuscino di ognuno li aspetta una piuma: il richiamo di Yvette. È tempo di completare la missione che Gabriel ha lasciato loro in eredità. La piuma di Santa Aurélie, custodita nella cripta della cattedrale, li attende. Ma prima devono elaborare un piano per superare le guardie e ottenere la chiave dalla Madre Elenoir.

Il piano si rivela un capolavoro di sotterfugio: Judeau finge di urtare accidentalmente la madre superiore mentre Michel, con abilità sorprendente, sostituisce la vera chiave con una falsa in un movimento fluido. La sera stessa, si nascondono nella cattedrale prima della chiusura, aspettando il momento giusto per agire.

Nella cripta a forma di sette stelle, la piuma bianca li attende in una teca di vetro. Quando Michel la afferra, sembra solo una comune penna, ma Eidren ha avuto visioni inquietanti: la piuma era nera quando fu usata per scrivere il Firmamento, diventando bianca man mano che l'inchiostro sacro si consumava.

Il mattino seguente, Yvette li convoca nella sua aula. Con una fiala di sangue rosso - forse di Gabriel stesso - intinge la piuma, che diventa cremisi e si muove da sola su una mappa di Egas. Il messaggio che scrive rivela la verità: Gabriel ha scoperto qualcosa che la chiesa vuole nascondere. Ha lasciato indizi in quattro luoghi: la Rocca dell'Alba Cinerea, l'isola di Kalish, Aurenburg dove la chiesa nasconde i suoi segreti, e Laval a nord di Mont Aurélie dove Henry può offrire loro rifugio.

Dovreste aver già capito che, anni fa, ho scoperto qualcosa a cui non ho dato il giusto peso. Andate alla Andate alla Rocca dell’Alba Cinerea. Lì si nasconde una persona che mi ha aperto gli occhi. Forse potrà fare lo stesso con voi. Non ho ancora tutte le risposte, ma una cosa è certa: la Chiesa ha paura che qualcuno riesca a mettere insieme i pezzi. La Reverenda Madre ha provato a farmi rigare dritto. Che si fotta! Andrò fino in fondo, costi quel che costi. Mi dirigerò all’Isola di Kalish, lì si nasconde uno storico che potrebbe sapere qualcosa. Poi andrò ad Aurenbourg dove la Chiesa nasconde i suoi segreti. Se ci arrivate, chiedete di me alla Corte dei Miracoli. E, se vi serve un rifugio, andate a Laval, a nord di Mont Aurélie. Parlate con Henry. È uno di cui ci si può fidare.
Buona strada! Forse ci incontreremo.
– – Gabriel – –

La piuma si ferma, tornata bianca, e Yvette sorride. Il loro addestramento volge al termine, ma il vero viaggio sta per iniziare. Gabriel li attende da qualche parte, e con lui le risposte che potrebbero cambiare il destino dell'Impero di Egas.

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